Chiesa matrice
Ss. Maria della Neve

Chiesa
dell’Immacolata

Chiesa rupestre
San Giovanni Battista

Palazzo
Filomarini

Museo della
Ceramica

La Casa
dei Santi

Frantoio ipogeo
Masseria L’Astore

… a Cutrofiano, dove risuona ancora l’eco di un dialetto di origine greca, il griko, in quella Grecìa Salentina indecisa fra lo Ionio e l’Adriatico, in una bottega di antica tradizione ceramica, una delle molte che rendono onore a questa cittadina dalle tradizioni tenaci, allo stesso modo masserie, vigne e uliveti circondano un abitato fatto di stradine immacolate lastricate a chianche, un pugno di edifici storici dai portali possenti e capricciosi, come Palazzo Bucci o Palazzo Calò, e moderne costruzioni a un paio di piani, strette le une alle altre, spesso coronate da terrazze.
Cuore e vanto di Cutrofiano, oltre alla Chiesa Madre, con i suoi elaborati altari laterali in pietra leccese e un dipinto di Francesco Solimena, e alla tardo barocca Congrega dell’Immacolata, a pianta ottagonale e dalla fastosa decorazione che ingabbia la parte superiore delle pareti esterne, il Palazzo Ducale, testimonianza in pietra locale del potere dei suoi ultimi signori a partire dal 1664, i Filomarini, di origine napoletana. Sobria ma elegante rielaborazione seicentesca di Francesco Manuli di un preesistente castello, sfoggia i suoi doccioni antropomorfi, i balconi traforati che si affacciano su piazza Municipio.

Isabella Brega
Salento, le mani nella creta
Touring Club Italiano
Aprile 2019

Chiesa matrice
Santa Maria delle Neve

Cutrofiano / via Umberto I, 29
0836 542751

Periodo storico XVII secolo, rifatta e ampliata alla fine dell’Ottocento.

Il prospetto è in stile neoclassico e rispecchia la divisione in tre navate dell’interno. È caratterizzata da tre portali, tutti sormontati da un timpano triangolare e da una finestra a edicola delimitata da due lesene e da una balaustra.
L’interno, articolato su tre navate diviso da colonne, conserva sette altari in stile barocco, rimontati dalla precedente chiesa seicentesca. Sono da evidenziare per il loro pregio artistico una tela raffigurante la Vergine col Bambino tra San Gennaro e San Francesco d’Assisi, realizzata dall’artista Francesco Solimena, insieme al Crocifisso ligneo del XVII secolo.

Chiesa dell’Immacolata

Cutrofiano / Largo Immacolata

Periodo storico XVII secolo.

Voluta probabilmente dai maestri della ceramica che in quella zona avevano la gran parte di botteghe e costruita con il sostegno economico della famiglia Filomarini, presenta una singolare pianta a forma ottagonale allungata.
Si caratterizza per un’elegante facciata, divisa in due ordini e una finestra centrale riccamente decorata e sormontata dallo stemma borbonico. Ai lati della finestra si aprono due nicchie che ospitano le statue di San Rocco e San Filippo Neri, mentre sulla sommità del frontone monocuspidale è posta la statua dell’Immacolata.

L’interno di fattura sobria dovuta a rimaneggiamenti ottocenteschi custodisce lungo le pareti laterali alcuni medaglioni rococò in pietra leccese che racchiudono tele raffiguranti alcuni episodi della vita della Madonna, autografe opere della pittrice ruffanese Maria Rachele Lillo.

Cripta e Chiesa rupestre di San Giovanni Battista

Cutrofiano / Località San Giovanni

Periodo storico XVI secolo.

La cripta di San Giovanni Battista è sita a circa 1 km dal centro urbano e ospita anche una chiesetta rupestre, una piccola necropoli medievale, un frantoio sotterraneo e una grande cisterna. L’ipogeo, di piccole dimensioni con un impianto planimetrico circolare, è scavato interamente nella roccia.

La cripta ospitò molto probabilmente una comunità di monaci basiliani insediatasi tra l’VIII e il IX secolo. Le pareti lasciano intravedere deboli tracce di affreschi. Adiacente all’ingresso della cripta sorge una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista costruita sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa crollata nel 1607.

Palazzo Filomarini

Cutrofiano / via Filomarini

Considerato l’edificio più importante del paese, il Palazzo Ducale è il risultato dell’adattamento e della ristrutturazione, ad opera dell’architetto coriglianese Francesco Manuli e su commissione dei Filomarini, Duchi di Cutrofiano, di un preesistente castello del quale sopravvivono il piano inferiore e una torre quattrocentesca.
Palazzo Filomarini, dal nome degli ultimi feudatari, domina piazza Municipio, fulcro della vita del paese, con la sua sobria facciata con portale bugnato e doccioni antropomorfi risalenti al XVII secolo, il gruppo scala e gli eleganti balconi cinquecenteschi in pietra locale, che si affacciano sul cortile, che stilisticamente fa riferimento alla migliore scuola della metà del XVI secolo. È anche conosciuto come Palazzo della Principessa, in riferimento all’appellativo che gli abitanti attribuirono a Sara Pryce, moglie di Gaetano d’Aragona, il figlio di Marianna, ultima dei Filomarini.

L’edificio è attualmente sede di esposizioni d’arte e d’estate ospita la tradizionale e rinomata Mostra Mercato della Ceramica Artistica.
Al suo interno sono stati effettuati di recente complessi rilievi laser scanner 3D, al fine di valutare lo stato di conservazione del monumento, ma anche le peculiarità costruttive e la stratificazione storica. Il tour virtuale progettato all’interno del rilievo, che rispecchia fedelmente lo stato di fatto, sarà a breve disponibile e consentirà di visitare “le stanze segrete”, non ancora accessibili al pubblico, con modalità tridimensionale

Museo della Ceramica

Cutrofiano / piazza Municipio, 12
Apertura al pubblico 9.00-12.30 / 16.30-20.00
0836 512461
bibliotecacutrofiano@virgilio.it
Istituito nel 1985 come semplice esposizione di terrecotte tradizionali prodotte in passato dagli artigiani locali, il Museo della Ceramica di Cutrofiano si è arricchito nel tempo attraverso donazioni e acquisti, svolgendo un ruolo importantissimo per la valorizzazione di un’attività che sin dall’antichità ha caratterizzato l’economia locale.
Dalla sua fondazione convive con la Biblioteca comunale, in cui esiste una sezione speciale dedicata agli studi sulla ceramica.

Suddivisa per tipologie, la collezione abbraccia un arco cronologico che va dal Neolitico al secolo scorso ed espone diversi reperti rinvenuti nelle aree rurali, una ricca collezione di maioliche, attrezzi usati per la produzione di terracotta e una sezione storico-artistica con fotografie d’epoca.
È inoltre possibile effettuare una visita virtuale, esplorando gli ambienti riprodotti nella loro totalità, attraverso il Virtual Tour, che consente di osservare gli interni delle sale museali e soffermarsi sui dettagli dal proprio pc o dispositivo mobile.

La Casa dei Santi

Cutrofiano / via Giulio Cesare Vanini

In via Giulio Cesare Vanini, a far da angolo in un piccolo incrocio, incontriamo una delle più caratteristiche e insolite dimore del Salento: La casa dei Santi, completamente ricoperta di immagini sacre, sculture e bassorilievi, come una sorta di santuario di strada. Si tratta della la casa di Rocco Ferraro, cutrofianese scomparso nel 1998, conosciuto in paese come Roccu te li santi, il quale, in seguito a un “miracolo”, ha iniziato a vivere come un moderno eremita nella sua umile abitazione, alla quale ha dedicato il resto della vita, trasformandola, come ringraziamento per essere guarito da una grave malattia, in un santuario.

Tutto ebbe inizio quando, all’età di 21 anni, mentre era in servizio presso la Guardia di Finanza, a causa di un congelamento restò paralizzato per metà del corpo e fu costretto all’immobilità e alla degenza per dieci anni. Quando ormai si credeva fosse in fin di vita, iniziò a riacquistare l’uso parziale degli arti e l’intero metabolismo riprese lentamente a funzionare. Da qui nacque la sua personale forma di misticismo che lo portò ad ornare la sua casa di immagini sacre. Iniziò negli anni ’40 con una nicchia votiva dedicata a Sant’Antonio da Padova e alla Madonna di Lourdes. Nel 1957 completò una prima versione del Monte Calvario, dipinta sulla parete. La Crocifissione, prima dipinta, fu poi sostituita da statue in ceramica, opera del maestro Garrisi di Galatina, che compongono l’attuale Monte Calvario.
Anno dopo anno sia la facciata sia l’interno dell’abitazione si sono arricchiti di statue in ceramica e porcellana, bassorilievi in polvere di marmo e cemento, nicchie, maioliche, rosari, fiori e lumi, il tutto corredato da targhette che ricordano l’atto di devozione e l’intenzione di donare la sua opera al vicinato. Un lavoro instancabile ultimato solo negli anni 80.

Frantoio ipogeo L’Astore

Cutrofiano / presso Masseria L’Astore

Periodo storico XIX secolo.

Attivo sino al XX secolo, è oggi uno dei frantoi ipogei privati meglio conservati del Salento, grazie a un completo intervento di restauro.

Si accede attraverso un avancorpo con un arco a pieno centro chiuso da un cancello in ferro, oltre il quale si trova un atrio coperto a volta che precede la scala retta che conduce al frantoio. L’ambiente principale è di forma longitudinale, contenente una serie di vani adibiti sia come mangiatoia per gli animali che come luogo di riposo dei frantoiani.
Ai lati sono visibili le tracce dei torchi “alla genovese” e i pozzetti di decantazione chiusi da vetri, mentre all’estremità due vasche per la molitura e tre macine poste verticalmente.
All’esterno si possono contare venti fori di collegamento con l’interno delle sciave, utilizzati per scaricare le olive dalla superficie.

Chiesa matrice
Santa Maria delle Neve

Cutrofiano / via Umberto I, 29
0836 542751

Periodo storico XVII secolo, rifatta e ampliata alla fine dell’Ottocento.

Il prospetto è in stile neoclassico e rispecchia la divisione in tre navate dell’interno. È caratterizzata da tre portali, tutti sormontati da un timpano triangolare e da una finestra a edicola delimitata da due lesene e da una balaustra.
L’interno, articolato su tre navate diviso da colonne, conserva sette altari in stile barocco, rimontati dalla precedente chiesa seicentesca. Sono da evidenziare per il loro pregio artistico una tela raffigurante la Vergine col Bambino tra San Gennaro e San Francesco d’Assisi, realizzata dall’artista Francesco Solimena, insieme al Crocifisso ligneo del XVII secolo.

Chiesa dell’Immacolata

Cutrofiano / Largo Immacolata

Periodo storico XVII secolo.

Voluta probabilmente dai maestri della ceramica che in quella zona avevano la gran parte di botteghe e costruita con il sostegno economico della famiglia Filomarini, presenta una singolare pianta a forma ottagonale allungata.
Si caratterizza per un’elegante facciata, divisa in due ordini e una finestra centrale riccamente decorata e sormontata dallo stemma borbonico. Ai lati della finestra si aprono due nicchie che ospitano le statue di San Rocco e San Filippo Neri, mentre sulla sommità del frontone monocuspidale è posta la statua dell’Immacolata.

L’interno di fattura sobria dovuta a rimaneggiamenti ottocenteschi custodisce lungo le pareti laterali alcuni medaglioni rococò in pietra leccese che racchiudono tele raffiguranti alcuni episodi della vita della Madonna, autografe opere della pittrice ruffanese Maria Rachele Lillo.

Chiesa rupestre di San Giovanni Battista

Cutrofiano / Località San Giovanni

Periodo storico XVI secolo.

La cripta di San Giovanni Battista è sita a circa 1 km dal centro urbano e ospita anche una chiesetta rupestre, una piccola necropoli medievale, un frantoio sotterraneo e una grande cisterna. L’ipogeo, di piccole dimensioni con un impianto planimetrico circolare, è scavato interamente nella roccia.

La cripta ospitò molto probabilmente una comunità di monaci basiliani insediatasi tra l’VIII e il IX secolo. Le pareti lasciano intravedere deboli tracce di affreschi. Adiacente all’ingresso della cripta sorge una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista costruita sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa crollata nel 1607.

Palazzo Filomarini

Cutrofiano / via Filomarini

Considerato l’edificio più importante del paese, il Palazzo Ducale è il risultato dell’adattamento e della ristrutturazione, ad opera dell’architetto coriglianese Francesco Manuli e su commissione dei Filomarini, Duchi di Cutrofiano, di un preesistente castello del quale sopravvivono il piano inferiore e una torre quattrocentesca.
Palazzo Filomarini, dal nome degli ultimi feudatari, domina piazza Municipio, fulcro della vita del paese, con la sua sobria facciata con portale bugnato e doccioni antropomorfi risalenti al XVII secolo, il gruppo scala e gli eleganti balconi cinquecenteschi in pietra locale, che si affacciano sul cortile, che stilisticamente fa riferimento alla migliore scuola della metà del XVI secolo. È anche conosciuto come Palazzo della Principessa, in riferimento all’appellativo che gli abitanti attribuirono a Sara Pryce, moglie di Gaetano d’Aragona, il figlio di Marianna, ultima dei Filomarini.

L’edificio è attualmente sede di esposizioni d’arte e d’estate ospita la tradizionale e rinomata Mostra Mercato della Ceramica Artistica.
Al suo interno sono stati effettuati di recente complessi rilievi laser scanner 3D, al fine di valutare lo stato di conservazione del monumento, ma anche le peculiarità costruttive e la stratificazione storica. Il tour virtuale progettato all’interno del rilievo, che rispecchia fedelmente lo stato di fatto, sarà a breve disponibile e consentirà di visitare “le stanze segrete”, non ancora accessibili al pubblico, con modalità tridimensionale

Museo della Ceramica

Cutrofiano / piazza Municipio, 12
Apertura al pubblico 9.00-12.30 / 16.30-20.00
0836 512461
bibliotecacutrofiano@virgilio.it

Istituito nel 1985 come semplice esposizione di terrecotte tradizionali prodotte in passato dagli artigiani locali, il Museo della Ceramica di Cutrofiano si è arricchito nel tempo attraverso donazioni e acquisti, svolgendo un ruolo importantissimo per la valorizzazione di un’attività che sin dall’antichità ha caratterizzato l’economia locale.
Dalla sua fondazione convive con la Biblioteca comunale, in cui esiste una sezione speciale dedicata agli studi sulla ceramica.

Suddivisa per tipologie, la collezione abbraccia un arco cronologico che va dal Neolitico al secolo scorso ed espone diversi reperti rinvenuti nelle aree rurali, una ricca collezione di maioliche, attrezzi usati per la produzione di terracotta e una sezione storico-artistica con fotografie d’epoca.
È inoltre possibile effettuare una visita virtuale, esplorando gli ambienti riprodotti nella loro totalità, attraverso il Virtual Tour, che consente di osservare gli interni delle sale museali e soffermarsi sui dettagli dal proprio pc o dispositivo mobile.

La Casa dei Santi

Cutrofiano / via Giulio Cesare Vanini

In via Giulio Cesare Vanini, a far da angolo in un piccolo incrocio, incontriamo una delle più caratteristiche e insolite dimore del Salento: La casa dei Santi, completamente ricoperta di immagini sacre, sculture e bassorilievi, come una sorta di santuario di strada. Si tratta della la casa di Rocco Ferraro, cutrofianese scomparso nel 1998, conosciuto in paese come Roccu te li santi, il quale, in seguito a un “miracolo”, ha iniziato a vivere come un moderno eremita nella sua umile abitazione, alla quale ha dedicato il resto della vita, trasformandola, come ringraziamento per essere guarito da una grave malattia, in un santuario.

Tutto ebbe inizio quando, all’età di 21 anni, mentre era in servizio presso la Guardia di Finanza, a causa di un congelamento restò paralizzato per metà del corpo e fu costretto all’immobilità e alla degenza per dieci anni. Quando ormai si credeva fosse in fin di vita, iniziò a riacquistare l’uso parziale degli arti e l’intero metabolismo riprese lentamente a funzionare. Da qui nacque la sua personale forma di misticismo che lo portò ad ornare la sua casa di immagini sacre. Iniziò negli anni ’40 con una nicchia votiva dedicata a Sant’Antonio da Padova e alla Madonna di Lourdes. Nel 1957 completò una prima versione del Monte Calvario, dipinta sulla parete. La Crocifissione, prima dipinta, fu poi sostituita da statue in ceramica, opera del maestro Garrisi di Galatina, che compongono l’attuale Monte Calvario.
Anno dopo anno sia la facciata sia l’interno dell’abitazione si sono arricchiti di statue in ceramica e porcellana, bassorilievi in polvere di marmo e cemento, nicchie, maioliche, rosari, fiori e lumi, il tutto corredato da targhette che ricordano l’atto di devozione e l’intenzione di donare la sua opera al vicinato. Un lavoro instancabile ultimato solo negli anni 80.

Frantoio ipogeo L’Astore

Cutrofiano / presso Masseria L’Astore

Periodo storico XIX secolo.

Attivo sino al XX secolo, è oggi uno dei frantoi ipogei privati meglio conservati del Salento, grazie a un completo intervento di restauro.

Si accede attraverso un avancorpo con un arco a pieno centro chiuso da un cancello in ferro, oltre il quale si trova un atrio coperto a volta che precede la scala retta che conduce al frantoio. L’ambiente principale è di forma longitudinale, contenente una serie di vani adibiti sia come mangiatoia per gli animali che come luogo di riposo dei frantoiani.
Ai lati sono visibili le tracce dei torchi “alla genovese” e i pozzetti di decantazione chiusi da vetri, mentre all’estremità due vasche per la molitura e tre macine poste verticalmente.
All’esterno si possono contare venti fori di collegamento con l’interno delle sciave, utilizzati per scaricare le olive dalla superficie.

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